Betelgeuse, nella Costellazione di Orione, conosciuta e studiata da molti secoli, è una supergigante rossa giunta quasi alla fine del suo ciclo vitale. È stata la prima stella, eccettuato il Sole, di cui è stato possibile fotografare direttamente il disco, dato il suo ampio diametro angolare, maggiore di qualsiasi altra stella osservata dalla Terra. Sulla sua superficie sono state rilevate inequivocabili irregolarità, per le quali non esistono ancora spiegazioni scientifiche certe. Probabilmente un giorno esploderà come una supernova, diventando così luminosa da essere visibile anche nel cielo diurno.
- «In humero sinistro lucida rubescens, Betelgeuze»
- Un proiettile in viaggio per 56 anni
- Su quale spalla del cacciatore si trova Betelgeuse?
- L'interferometro di Michelson e il diametro angolare di Betelgeuse
- Quanto è grande realmente Betelgeuse? Quanto dista dalla Terra?
- Alcuni risultati scientifici recenti
- Betelgeuse nell'arte e nella lingua
«In humero sinistro lucida rubescens, Betelgeuze»
Betelgeuse è una delle stelle più studiate dagli astronomi. Conosciuta fin dall’antichità, ben visibile a occhio nudo (è la nona/decima stella più brillante del cielo notturno, a seconda dei cataloghi), occupa una delle spalle del grande cacciatore nella Costellazione di Orione, all’interno della quale viene identificata con il nome di Alpha Orionis.

Illustrazione del cacciatore che simboleggia la Costellazione di Orione, contenuta nell'Uranometria di Bayer. Betelgeuse è la stella nella spalla sinistra del gigante.
Dal punto di vista dello spettro luminoso emesso, Betelgeuse è classificata come una supergigante rossa, appartenente alla classe M1-2Iab. Fin dalla metà del Diciannovesimo secolo, grazie agli studi di John Herschel, è noto che si tratta di una stella variabile, e precisamente di una variabile semiregolare, nella quale cioè variazioni di luminosità irregolari e non predicibili si sovrappongono a un ciclo più regolare, della durata di circa sei anni.
Su Betelgeuse esiste una vasta letteratura, frutto di secoli di osservazioni e ricerche da parte di astronomi e astrofisici. Tuttavia, nonostante sia stata tanto studiata, permangono notevoli incertezze su numerosi e importanti aspetti che la riguardano. Quello che si sa con certezza è che si tratta di una stella enormemente estesa e di bassissima densità, che ha ormai esaurito l’idrogeno come carburante nucleare e sta attraversando una fase di profonda instabilità, con variazioni di diametro ed espulsioni di materia, il che lascia presagire la fine non troppo lontana del suo ciclo vitale.

L'inizio della tavola dedicata alla Costellazione di Orione nell'Uranometria di Bayer. Le prime due stelle citate sono Betelgeuse e Rigel.
Altre cose, invece, si ignorano o si conoscono con approssimazione: non si sa, per esempio, quali siano esattamente il suo diametro e la sua massa né quale sia la sua distanza effettiva dalla Terra; non si sa se e quando esploderà diventando una supernova; non si sa precisamente cosa siano le irregolarità rilevate sulla sua superficie da una serie di osservazioni molto dettagliate, compiute negli ultimi anni.
Su Wikipedia, SolStation.com e su molti altri siti web sono già disponibili tutte le informazioni necessarie a consentire al lettore di farsi un quadro attendibile dello stato attuale delle conoscenze scientifiche su Betelgeuse (si vedano in proposito i rimandi alla fine del testo). Lo scopo di questo articolo non è pertanto quello di replicare ciò che è già stato scritto altrove. Mi interessa piuttosto raccogliere qua e là - citando vecchi libri e studi recenti - alcuni fatti e curiosità, talvolta in contraddizione, che possano servire al lettore come integrazione delle fonti esistenti e come spunto per l’immaginazione: un modo, magari, per volare su Betelgeuse con gli occhi della mente… con il vantaggio di non scottarsi.













